Correre per portare un messaggio

Continua la StraBologna Story, rubrica in cui diamo la voce ed un volto ai protagonisti di questo evento per raccontare attraverso la loro storia quella della nostra città degli ultimi (quasi) quarant’anni.

Ero un bambino e mio papà correva la StraBologna competitiva, così portava anche me che correvo la mini intorno al crescentone”, così Fulvio Favaron istruttore di Allenamento Funzionale e di nuoto, tecnico Fidal, allenatore Fitri, oltre che runner e figlio d’arte di un podista campione del mondo M50 (Tiziano).

Fulvio Favaron

Crescendo poi ho iniziato a correre anche io la 10 km e la mia ultima partecipazione come runner risale a qualche anno fa quando ho vinto l’ultima edizione competitiva, con grande soddisfazione. Da lì è cambiato il mio obiettivo e il mio punto di vista sulla StraBologna, in quanto ho iniziato a partecipare portando il nostro amico Mauro in carrozzina.

La nostra Associazione, i Mauro’s Boys è nata cinque anni fa ed ha lo scopo di aiutare le persone in difficoltà e sensibilizzare sul tema della disabilità. In questi anni abbiamo partecipato a varie corse insieme a Mauro, amico affetto da una tetraparesi spastica. Comprata la carrozzina abbiamo voluto fargli provare l’esperienza di correre per le strade di Bologna e la StraBologna è stata proprio una delle prime occasioni.

Mauro's boys

Per lui un’esperienza unica di vedere Bologna da un punto di vista diverso, senza traffico, per noi che lo spingiamo un’emozione speciale vedendo negli occhi di Mauro la felicità nel correre sempre più veloce.

Siamo partiti quattro anni fa con la prima StraBologna ed un anno siamo addirittura riusciti a far arrivare ufficiosamente Mauro primo a tagliare il traguardo, grazie al contributo di Gianni Bruzzi, Andrea Bernabei, mio papà Tiziano Favaron, nomi del podismo bolognese. Partiti in testa avevamo l’obiettivo di far vincere Mauro.  Questa sorta di imprese sono il modo migliore per sensibilizzare le persone sul tema della disabilità.”

Nel tempo quindi è cambiata la prospettiva di questo giovane e bravo runner, che se tempo fa pensava di correre più veloce degli altri, oggi ha l’obiettivo di far divertire un amico che da solo non riuscirebbe tecnicamente a correre.

Ho vissuto la StraBologna sin dai racconti di mio papà, che mi raccontava di questa gara (Vivicittà) per le vie del centro storico in contemporanea in varie città italiane. Adesso è una corsa per le famiglie e lo ritengo un fatto importante quello di promuovere uno stile di vita tra le persone, poco importa se non vi è il lato agonistico.”

Ma cosa pensa Fulvio Favaron di questo evento che per il 38esimo anno si affaccia nel panorama felsineo?

StraBologna per chi corre a Bologna è un qualcosa di importante, è sempre bello attraversare la città senza il traffico della quotidianità ed è un sogno di tanti runner poterlo fare.

Ogni volta che corro per le strade del centro ho sempre una motivazione diversa e penso che sia un qualcosa che accomuna anche altri podisti.

Poi l’arrivo in Piazza Maggiore è unico, in una città che nulla ha da invidiare ad altre”, queste le conclusioni di Fulvio, che ringraziamo per la disponibilità ma soprattutto per il bel messaggio di solidarietà ed amicizia che ha voluto lasciarci.

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