Una festa per tutti

Continua la StraBologna Story, rubrica in cui diamo la voce ed un volto ai protagonisti di questo evento per raccontare attraverso la loro storia quella della nostra città degli ultimi (quasi) quarant’anni.

Sono stato un atleta semi-professionista. Facevo mezzo fondo.  La StraBologna l’ho conosciuta negli anni Ottanta.”

Inizia così il racconto di Marco Tarozzi, giornalista e scrittore oggi, qualche anno fa anche un runner appassionato.

Ci facciamo raccontare da chi di storie se ne intende la stracittadina vista con i suoi occhi e tramite i suoi ricordi, visto che per passione e poi per professione (ed amicizia) di StraBologne ne ha vissute parecchie.

Mi ricordo molto bene dell’edizione del 1981 in cui scelsi il percorso da 7 chilometri, tentando di vincerla. Arrivai secondo dietro ad un mezzofondista molto forte, Morelli, carabiniere.

StraBologna è importante per la gente, ma è sempre stato un evento atteso anche da quelli che facevano atletica nel quotidiano in cerca di un po’ di visibilità sul piano sportivo.

Di solito correvamo magari in pista, lontano da casa.

La StraBologna era la gara per mettersi in vetrina, anche per le società sportive del podismo, che ci tenevano a ben figurare.

Era l’unica occasione per correre in città nel centro storico.

Anche oggi comunque rimane un qualcosa di piacevole correre nelle tue strade e pertanto piace ancora adesso… ci vuoi essere!

Come era StraBologna e come è oggi secondo Marco Tarozzi?

StraBologna è stata per tutti dal primo momento. La voglia di stare insieme, di radunarsi era una peculiarità di quegli anni Ottanta: emblema della collettività.

Sin da subito a StraBologna venivano le famiglie ed ancora oggi questa caratteristica è rimasta.”

La capacità di rinnovarsi non ha mai intaccato lo spirito che Uisp vuole dare: presentarsi come una grande festa dei bolognesi.

Per tutti è una festa.”

In conclusione … la visione di Marco Tarozzi quando si cala nel ruolo di padre.

Sono venuto qualche edizione fa con mio figlio, sul percorso breve. Abbiamo camminato, con qualche pit-stop!

Oggi fa nuoto ma se un giorno mi dicesse che vuole correre sarei un papà felice, anche se… lo sono comunque!”

Grazie Marco, impegni professionali permettendo ci vediamo il 14 Maggio!

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