Il piede nello sport: il consiglio dei podologi

Il piede nell’attività motoria

La Facoltà di Podologia dell’Alma Mater di Bologna è un partner ormai storico di StraBologna.

Podologi a StraBologna

Ecco perchè abbiamo chiesto a loro, esperti in materia, alcuni utili consigli sulla cura di questa importantissima porzione degli arti inferiori.

“Il piede, elemento fondamentale per garantire il coordinamento e il controllo motorio dell’uomo, è tra le sedi più colpite da traumi sportivi.

Gli atleti spesso convivono a lungo con dolori al piede, inconsapevoli che una prolungata esperienza del dolore causa uno schema motorio alterato, caratterizzato da contratture muscolari, creando così un complesso circolo vizioso.

Durante la corsa l’intensità dei carichi sul piede è fino a tre volte maggiore rispetto al normale cammino, e per questo anche le forze pronatorie sul piede aumentano, per facilitare l’assorbimento dell’impatto.

Questo incremento d’intensità in pronazione viene in parte compensato da un aumento in supinazione dell’asse della articolazione sottoastragalica grazie all’aumento della forza contrattile del muscolo tibiale posteriore.

Un insufficiente compenso può causare un sovraccarico del tendine del tibiale posteriore.

Risulta fondamentale quindi valutare in modo obiettivo e riproducibile se il piede dell’atleta sia effettore di una risposta motoria equilibrata, sufficiente a realizzare una corretta cinetica di equilibrio, spostamento e spinta propulsiva in modo da compensare efficacemente le variazioni del terreno.

piede lastra

Nella prevenzione è fondamentale intervenire su fattori di rischio, quali l’inadeguato allenamento, la scarsa flessibilità muscolare, l’uso di calzature inadeguate, i difetti assiali (ginocchio varo o valgo, cifosi o scoliosi del rachide, piede piatto o cavo), le dismetrie e gli squilibri muscolari.

La funzione di una calzatura ottimale, selezionata in modo personalizzato, è quella di preservare il piede e la caviglia dalle sollecitazioni potenzialmente dannose per l’atleta.

Tra le sue funzioni, la protezione del piede dalla superficie irregolare del terreno nella fase di appoggio, l’assorbimento dell’impatto per ridurre il picco iniziale, propulsivo, delle forze di reazione verticali e di taglio, il controllo dell’allineamento dell’avampiede e del retropiede.

Il tutto per sviluppare un’uniforme distribuzione delle forze nelle zone maggiormente sollecitate.

Le più comuni affezioni del podista sono la borsite retrocalcaneare, la peritendinite achillea, la nevrite di Baxter, le tendinopatie retromalleolari, le entesiti inserzionali (calcagno e base del V metatarso), la fascite plantare, le fratture da stress, le sesamoiditi, le gonalgie.

Di fronte a questi problemi, l’esame della calzatura, valutandone il consumo (cedimento dell’intersuola e consumo del battistrada), offre già un utile indice delle aree di sovraccarico.

È bene tuttavia  avvalersi dell’esperienza del podologo, un professionista esperto nell’esame del piede come elemento fondamentale di un’unica, complessa catena cinetica dell’arto inferiore, capace di approfondire le molteplici anomalie morfo-funzionali interdipendenti per comprendere le cause e curare i sintomi a carico del piede.”

Grazie amici podologi, ci vediamo in Piazza Maggiore al vostro stand il 13 e 14 Maggio!

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